Guida del pellegrino jacopeo

di Gonzalo Torrente Ballester

Sei considerazioni spirituali

Ricorda nel tuo percorso compostellano, per il buon andamento del tuo spirito e come consiglio tratto dall’esperienza accumulata nel corso dei secoli, le seguenti considerazioni:

Prima considerazione. Dopo aver riposto il tuo bagaglio nell’armadio e quando avrai lavato ogni traccia del cammino, abbandona la fretta. L’esperienza del tempo in questo contesto è completamente diversa. Sotto un normale aspetto, i minuti hanno insospettabili dimensioni, e il cuore altera il ritmo e riorganizza la sua funzione cronologica.

Non ti sarà difficile da raggiungere la sensazione di eternità, non solo nelle cose – pietre, forme, stelle – ma anche in te stesso. Per quanto poco tu sappia guardarti con gli occhi dell’anima, scoprirai che anche tu sei eterno.

Risultati immagini per angeli pellegriniSeconda considerazione Quando l’uomo scopre la sua propria eternità si trova al cospetto di Dio. Scoprirai Dio a Compostella, se non lo hai incontrato prima nel corso del tuo cammino, sia quello esteriore, sia quello interiore, nei quali anch’Egli cammina. (Se non credi in Dio pensa come se vi credessi).

Si rivela attraverso il battito delle ali: ali di angeli in preghiera che nascondono il loro volto di fronte alla Maestà di Dio. Fai in modo di non perdere questo rumore. Insisti sull’attenzione. Potrai allora udire le parole del Trisagio1, che solo a Compostella e in pochissimi luoghi possono essere ascoltate.

Terza considerazione. Non incorrere nell’errore di voler trarre considerazioni esclusivamente estetiche. Compiere il pellegrinaggio a Compostella soltanto per godere dell’arte che gli uomini hanno scolpito sulle labbra delle pietre è una forma del perdere tempo, di dissipare l’eternità. Dio si rivela così in modo che l’uomo lo abbassi alla categoria di un verso o di poche battute musicali.

Cerca nel mistero di te stesso quel luogo ardente dove Dio ha posto il suo dito. Lì troverai la tua dimensione religiosa. Vivi in essa e nutriti di essa, altrimenti prendi il primo treno e ritorna a casa.

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Quarta considerzione. Quando tutto il tuo essere avrà tremato così come tremano li rami degli albeari dinanzi al violento uragano, vedrai che il tuo sguardo sarà differente.

Risultati immagini per peregrinos santiago arteRivolto alle cose, penetrerà nella loro unità e comprenderà la preghiera disegnata nell’arte.

Allora nella tua volontà nascerà un proposito irrefrenabile di preghiera; anzi, le spalancherai le porte della tua anima e lascerai che essa ne venga rapita, e anche tu ne verrai totalmente trascinato. È il vento di Dio, che quando spira nei meandri dello spirito modula i suoi salmi.      

Quinta considerazione. Non essere presuntuoso: non pretendere che la tua preghiera sia intessuta di parole inedite e di musiche ignote. Quando l’arte o la preghiera cercano l’inedito e l’ignoto, cadono immancabilmente nell’eccentricità.

Evita l’io, salvo che nelle preghiere che manifestano il pentimento; intensifica il noi, che è la preghiera della Chiesa. Recita i salmi e le litanie in conformità con la loro.

Immagine correlataE se canti, canta le musiche antiche.

E non ti venga in mente di tralasciare i salmi gregoriani, perché finirai col ballare il tango.

Sesta e ultima considerazione. Il cammino che tu percorri oggi lo hanno affrontato prima di te migliaia di pellegrini. Hanno sofferto sottoponendosi a penitenze per emendare i loro peccati, e al termine hanno ottenuto il loro perdono in un clima di festa e di allegria. Risultati immagini per peregrinos santiago arte

Ricordati, dunque, quando sarai a Compostella, che qui scorrono acque lustrali per lo spirito. E se anche tu conseguirai attraverso il tuo pellegrinaggio la pulizia che lo rende gradito e dignitoso agli occhi di Dio, ed anche se tutte le altre ricchezze compostellane non ti commuoveranno, non avrai perso tempo e sarai forse riuscito a penetrare nel suo segreto, che è, in fin dei conti e senza molti fronzoli, il segreto comune ai grandi santuari: la presenza di Dio, più evidente e più forte che in altre parti. 

 

Note:

  1. Il Trisagio Angelico è l’inno di lode a Dio tre volte Santo (tris, tre volte, e hagios, santo). Trae origine dalla Bibbia, con Isaia nell’Antico Testamento (Is 6,3), con Giovanni nell’Apocalisse (Ap 4,8). Il Trisagio Angelico è parte della liturgia delle Chiese orientali cattoliche e ortodosse, ma è presente anche nella Chiesa latina.     
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