I miracoli dell’Apostolo: Codex Calixtinus (2,19)

MIRACOLO DI SAN GIACOMO ESPOSTO DA PAPA CALLISTO

STEFANO, VESCOVO GRECO, AL QUALE APPARVE IL SANTO APOSTOLO E GLI RIVELO’ EVENTI FUTURI SCONOSCIUTI.

Risultati immagini per milagros de santiago apostolTutti coloro che vivono a Compostela, sia chierici che laici, sanno che un uomo di nome Stefano, ricolmo di virtù divine, dopo essersi dimesso da vescovo ed aver perso la dignità che tale ruolo gli conferiva per amore di San Giacomo, si mosse dalle lontane terre della Grecia per recarsi presso la tomba dell’apostolo. Rinunciò in questo modo alle seduzioni di questo mondo per poter meglio osservare i precetti divini. Rifiutandosi poi di ritornare in patria, si avvicinò ai guardiani del tempio nel quale è conservato il preziosissimo tesoro, onore della Spagna, ovvero il corpo di San Giacomo, e prostratosi ai loro piedi chiese loro, per il preziosissimo amore per l’Apostolo, per il quale aveva rinunciato ai piaceri di questo mondo e alle delizie terrene, di concedergli all’interno della chiesa un luogo nascosto per potersi dedicare assiduamente alla preghiera. Pur indossando un abito povero e non avendo sembianze da vescovo, ma quelle di un povero pellegrino, non venne trattato con disprezzo ma, al contrario, accettarono la sua conveniente richiesta e gli fecero costruire, a mo’ di cella, una capanna di giunchi all’interno della basilica del santo Apostolo, dalla quale potesse avere di fronte l’altare; e lì condusse una vita casta e santa alternando digiuni, veglie ed orazioni, sia di giorno che di notte .
Ma un giorno, mentre era assorto in preghiera, come suo costume, una folla di paesani ivi giunti per partecipare alle celebrazioni in onore del preziosissimo San Giacomo si pose davanti all’altare, proprio accanto alla piccola cella del santo uomo, e cominciò a pregare l’Apostolo di Dio con queste parole: San Giacomo, buon cavaliere, liberaci dai mali presenti e futuri. Al che il santo uomo di Dio, avendosene a male che i villici invocassero l’Apostolo con l’appellativo di cavaliere, disse loro: Uomini stolti, gente ignorante, dovete chiamare san Giacomo pescatore e non cavaliere. Ricordò loro che rispose alla chiamata del Signore abbandonando l’attività di pescatore per farsi pescatore di uomini. Ma la notte di quello stesso giorno in cui il sant’uomo aveva ricordato questo episodio della vita di San Giacomo, l’Apostolo gli apparve vestito di un abito bianchissimo, stringendo un’armatura più splendente dei raggi del sole, da perfetto cavaliere, e aveva due chiavi nella ​​mano. Dopo averlo chiamato tre volte, si rivolse a lui con queste parole: Stefano, servo di Dio, che hai comandato di non chiamarmi cavaliere, ma pescatore; per questo mi presento a te in questo modo, perché non dubiti più che io milito al servizio di Dio, che sono un suo campione, e che nella lotta contro i Saraceni sono a capo dei cristiani e garantisco loro la vittoria.
Ho ottenuto dal Signore di essere protettore e ausilio per tutti coloro che mi amano e che mi invocano con tutto il cuore quando la loro vita è minacciati da ogni genere di pericoli. E perché tu creda a quanto ti ho detto con maggior convinzione, con queste chiavi che ho in mano domani alle nove aprirò le porte della città di Coimbra, assediata da sette anni da Fernando, re dei cristiani, e quando questi vi entreranno la darò loro in potere. Ciò detto svanì ai suoi occhi.
Il giorno successivo, dopo il mattutino, chiamò a sé la parte più sana dei chierici e dei secolari e raccontò loro esattamente ciò che aveva visto con i suoi occhi e ascoltato con le sue orecchie. E che tutto ciò fosse vero venne confermato poco dopo con molte prove; Ferdinand Leonsky.jpggli astanti presero nota del giorno e dell’ora, e la veridicità di quanto affermato venne testimoniata dai messaggeri inviati dal re dopo che la città venne espugnata, che diedero conferma che in quella data e in quell’ora era avvenuta la presa di Coimbra. Riconosciute le parole dell’Apostolo come vere, il servo di Dio Stefano disse che San Giacomo concede la vittoria a tutti coloro che lo invocano in battaglia e raccomandò a tutti coloro che combattono per la verità di affidarsi a lui. Da parte sua, per meritare di essere degno del suo patrocinio, passò tutto il resto della sua vita al servizio di Dio; nella basilica del santo Apostolo ricevette onorata sepoltura al termine dei suoi giorni. Sia quindi al Re supremo l’onore e la gloria nei secoli dei secoli. Amen.

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