La Virgen di Roncisvalle

di Maurizio Minchella

L’arrivo in Spagna valicando i Pirenei per i pellegrini ha una valenza simbolica: ricorda l’ascesi che il pellegrinaggio comporta, ma è anche fonte di memoria. E’ su queste cime che l’Apostolo apparve in sogno a Carlo Magno invitandolo a liberare le terre indicate dalla via Lattea, in fondo alle quali era sepolta l’urna contenente il suo corpo, pochi anni prima del suo miracoloso ritrovamento. Ed è’ qui che si svolse la celeberrima battaglia di Roncisvalle, il cui mito nobile, cavalleresco e cristiano informò la civiltà che sarebbe sorta sulle vie che avrebbero condotto a Compostela. La sorte di Orlando ha mosso e commosso la Cristianità per secoli, e la sua vicenda ha ispirato migliaia di madrigali, chanson de geste, cantastorie e pupari fino ai nostri giorni. Ma vi è stato un’altro avvenimento, sempre in questi luoghi, che ha reso visibile il volto di Maria sulle cime pirenaiche. Sul prato di Andresaro, nei pressi del Col Lepoeder, venne ritrovata la Virgen de Roncesvalles, la Signora dei Pirenei, che di tanta venerazione gode presso i pellegrini e presso la popolazione basca di Aquitania e di Navarra.

La leggenda vuole che Carlo Magno, dopo aver valicato i Pirenei, sostò a Roncisvalle e sognò la Vergine che gli mostrò un luogo. La mattina seguente diede ordine di scavare nel punto indicato, e venne rinvenuta una bellissima statua raffigurante la Vergine Maria. Sul colle di Ibañeta l’imperatore fece immediatamente costruire un monastero dedicato a Nostra Signora, nel quale i monaci avrebbero onorato incessantemente la Madre di Dio e avrebbero pregato per Orlando e per tutti i suoi cavalieri caduti nell’agguato ordito da Gano di Magonza. Un secolo dopo, la pressione araba stava minacciando i Pirenei e i monaci dovettero rifugiarsi in Aquitania, sotto la guida dell’abate Ponziano. Tornarono ad Ibañeta dopo moltissimi anni, e rimisero in sesto il monastero che si trovava in stato di abbandono avanzato.

Una sera d’estate, mentre alcuni pastori si stavano rifocillando all’ombra di un enorme faggio tenendo sott’occhio il loro gregge che pascolava tranquillamente in una radura, questi videro all’improvviso discendere lungo il prato un cervo. Incurante di loro questi si fermò sul limitare del bosco per inginocchiarsi, mentre le sue corna cominciarono a luccicare e l’aria si riempì di cori angelici. I pastori fuggirono spaventati e rividero la stessa scena nelle sere successive. Capirono che non vi era nulla da temere, ma che si trattava certamente di un evento prodigioso. Informarono dell’accaduto il Vescovo di Pamplona, il quale non volle credere al racconto dei pastori. Poche notti dopo, però, il Vescovo ebbe in sogno la visione di un Angelo che gli riferiva il desiderio di Nostra Signora che si recasse prontamente ad Ibañeta per constatare di persona quanto stava avvenendo lassù. Il sabato successivo si fece accompagnare dalla regina di Pamplona, Doña Oneca. Si accamparono col seguito nel prato indicato, e videro anche loro il cervo che terminava la sua corsa inginocchiandosi davanti ad una fonte cristallina. Al termine dell’apparizione il Vescovo comandò di scavare laddove si era inginocchiato il cervo, e la statua intatta di Nostra Signora venne ritrovata.

I cori angelici cantavano la Salve Regina. Ovviamente la più famosa delle quattro antifone mariane ha vari monasteri che ne vantano la paternità. Anche a Le Puy, nel medesimo periodo, viene ricordato un prodigio simile, come viene raccontato in una cantiga di S. Alfonso X il Savio. La tradizione più accreditata vuole che il compositore sia stato, sempre in quegli anni, Ermanno di Reichenau, detto lo Storpio. Fatto è che la Salve venne redatta in modo definitivo dai monaci cluniacensi e si diffuse in tutto il Cammino di Santiago, e risuona ogni giorno a Roncisvalle. Il pellegrino invoca e saluta la Vergine che gli farà da guida fedele e preziosa lungo la strada che lo porterà alla tomba di san Giacomo Apostolo. La Virgen di Roncisvalle accompagnerà ed esaudirà non solo i pellegrini devoti, ma anche la popolazione e la Spagna tutta, operando miracoli che ne hanno esteso la devozione ben oltre i confini iberici. Viene festeggiata solennemente l’8 settembre e la sua presenza all’inizio del Cammino, in cima ai Pirenei, ricorda ai pellegrini che l’aiuto e la protezione di Maria sono indispensabili per compiere il pellegrinaggio a Santiago. L’atteggiamento pronunciatamente materno di questa statua infonde una rinnovata fiducia e dà forza e coraggio ai pellegrini, esortandoli a continuare il loro viaggio, insieme alla certezza che non saranno mai abbandonati.

Rispondi