Una città chiamata Zumaia

                                     di Alberto Solana    Il 31 maggio 2019, Teresa e Antxón, genitori di Bolitx, sono intervenuti alla Giornata Santiagueña Matritense, promossa dalla Confraternita di Santiago di Madrid, per presentare il libro Il grande camminatore, dalla casa alla fine della terra, eredità letteraria di Antxon González Gabarain, detto Bolitx. Antxon e Teresa sono persone amiche e molto dolci, che ci hanno parlato con amore dell’opera di Bolitx, innamorato del Cammino di Santiago al punto che il suo più grande desiderio era quello di compierlo, come accadeva nel Medioevo, partendo da casa sua per arrivare fino a Finisterre. Poco dopo aver realizzato il suo sogno, gli venne diagnosticata la SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), e subito dopo comincerà a scrivere il libro Il Grande Camminatore, un’opera davvero importante, portata mirabilmente a termine grazie alla tecnica digitale che consente di scrivere con gli occhi in quanto la malattia gli aveva paralizzato gli arti.

Antón padre ci racconta in che modo Bolitx ha annunciato questa nuova avventura: Ho intenzione di scrivere un libro… e andrà bene. L’opera è stata pubblicata postuma un anno dopo la sua morte grazie alla famiglia che ha deciso di pubblicare in proprio il libro, dando vita ad un successo editoriale, diventato oggi un riferimento di prim’ordine nella letteratura del pellegrinaggio oltre che un retaggio rimasto vivo tra i pellegrini.
In questa occasione voglio presentare a titolo di prestito una storia scritta dallo stesso Bolitx, che non appartiene a Il Grande Camminatore, ma a una raccolta di racconti, ed in particolare questo, intitolato Una città chiamata Zumaia, che trabocca d’amore per la sua terra e per il Cammino di Santiago, e che ha dedicato a Tere, sua madre.

 

Una città chiamata Zumaia         

La signorina mi ha chiesto di scrivere un saggio che racconti il mio villaggio, posto sulla strada per Santiago. Sono un po’ imbarazzato perché alcuni di voi vivono in città molto grandi e importanti: Madrid, Barcellona, ​​Siviglia, Cadice, Bilbao, Santander, Murcia… mentre altri vivono in città con una lunga storia di pellegrinaggio, come Astorga, Pamplona, ​​Burgos… e il mio villaggio è piccolo e non molto famoso, ma ha alcune piccole cose che sicuramente ti piaceranno. Inoltre lei dice che anche le piccole cose sono importanti.

Si chiama Zumaia, ha un mare e due fiumi: uno è l’Urola e l’altro è il Narrondo; hanno molti pesci ed anche delle anguille, che sono come piccoli serpenti trasparenti che arrivano tutti insieme ogni inverno dal mare… non ci crederai, ma sono molto prelibate e vengono catturate con racchette giganti. Il branzino arriva alle spalle delle anguille per fare di loro un sol boccone, e noi ne approfittiamo per pescarle con la canna. E sulle nostre tavole finiscono entrambi i nostri ospiti acquatici, le anguille e le spigole.                                                              Ha anche due spiagge e sapete come si chiama una di queste? Beh, si chiama la spiaggia di Santiago. Che coincidenza, vero? Anche se io preferisco l’altra, perché ha più onde ed è più divertente, e dicono anche che sia una di quelle con più iodio al mondo… Non so che cosa sia, ma dicono che faccia molto bene alle persone anziane che soffrono di reumatismi e di artrite; mia nonna un anno ha fatto il bagno per nove giorni di seguito ad ottobre e da allora non ha mai avuto l’influenza… Ah! dimenticavo la palude… c’è una palude e li sì che ci sono davvero gli uccelli… ci sono cormorani, gabbiani, anatre, pivieri (mi fa sorridere il fatto che un piviere sia considerato un uccello), trunghe, sule, martin pescatori e persino un’aquila pescatrice, che è come quella vera ma più piccola… e non è così veloce.

A Zumaia c’è davvero tutto: musei, centro storico, centro sportivo, piscina, talassoterapia, parchi con altalene, un castello, un porto, degli alberghi, uno sferisterio, il lungomare, e dicono che vi sia anche un puticlub, che non so cosa sia, ma mia madre dice che è un luogo nel quale non devo mai mettere piede. L’arte la troviamo nella chiesa di San Pietro… spiccano in particolare la volta a crociera, tipica dello stile tardo gotico, e l’abside poligonale, coperto da una volta a stella degli inizi del XVI secolo.

La mia signorina mi ha detto che Zumaia è sorta intorno al monastero di Santa María, che nel 1292 era stato donato, con tanto di privilegio, dal re di Castiglia Don Sancho IV al convento di Roncisvalle. Ciò significa che una volta Zumaia apparteneva a Roncisvalle… ma questo non può corrispondere al vero. Zumaia e Roncisvalle sono molto distanti tra loro, e poi Roncisvalle è molto piccolo, almeno venti volte più piccolo di Zumaia, per cui penso che la signorina si sia confusa, e che era Roncisvalle ad appartenere a Zumaia.

A quel tempo gli abitanti di Zumaia subivano gli attacchi dei pirati che venivano dal mare, ma si rifugiavano poi nella chiesa-fortezza e gettavano loro acqua bollente dall’alto per difendersi.

Giuridicamente la città ha avuto i natali nel 1341, anno in cui il re Alfonso XI confermò ai suoi fondatori la Carta Puebla1 di Villa de Villagrana de Zumaya, alla quale venne concessa la giurisdizione di Donostia2. Certamente avrai capito che questa l’ho copiata dal secchione della classe, perché non ho la minima idea di cosa significhi.

Non sapevi forse che quando il trisavolo di mio nonno era piccolo, a Zumaia si pescavano le balene? E sì, adesso non ce ne sono, ma prima c’erano e tutti remavano verso di loro quando la loro presenza veniva segnalata dalla torre di avvistamento… e poi le pescavano con gli arpioni, e remavano il più velocemente possibile per arrivare lì prima degli abitanti di Guetaria e di Orio. Ecco perché ora si svolgono le regate dei pescherecci a strascico, è una delle tradizioni di Zumaia e di altre città.

A Zumaia la festa più importante è quella di San Telmo, nella quale tutti si vestono da pescatori, e mio ​​nonno ride di loro perché dice che non sanno nemmeno fare un nodo all’amo e poi si travestono da marinai, che è come cucirsi sullo zaino una enorme capasanta per sembrare un pellegrino, tanto per capirci. Ora a Zumaia ci sono pochissimi pescatori… e anche io lo sono, dal momento che so fare un nodo all’amo… e la mia capasanta è piccola. I piatti tipici sono zuppa di polipo e le patelle in salsa verde. Lapas de enero, mejor que el mero y el cordero (Patelle a gennaio sono meglio della cernia e dell’agnello) si dice qui con orgoglio.


Vuoi che ti racconti qualcos’altro o ti sei già annoiato?
Non sai in quali altre città si celebra San Telmo… eh eh, io sì… a Fromista… e a Tuy, dove si trova la tomba del santo. Le tre città sono gemellate… E non so se vi siete accorti che le tre città si trovano sulle strade che portano a Santiago.
Fromista è sul cammino francese, Tuy su quello portoghese… e Zumaia è su quello del Nord!!! Che coincidenza, vero?

In altre parole, potrebbe darsi il caso che tre pellegrini, lasciata la propria città e dopo aver percorso queste tre strade, si possano ritrovare a Santiago. Se poi dovessero arrivare insieme sarebbe da loro considerato un miracolo da celebrare degnamente, giusto? Il secchione però dice di no, perché alcuni attribuirebbero il miracolo a San Giacomo ed altri a San Telmo… alla fine finirebbero tutti coll’arrabbiarsi; gli anziani si arrabbiano sempre per stupidaggini come queste.
Zumaia ha anche dell’altro che non vi ho raccontato perché non ho tempo, ma una cosa manca… Sapete che cosa manca?… Manca un hospital per pellegrini.

Note:

  1. Carta Puebla è un documento con il quale venivano concessi dai re cristiani o dagli ecclesiastici dei privilegi a città o monasteri.
  2. Donostia è il nome basco di san Sebastian

 

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