I due pellegrini

Donne che dissetano due pellegrini, di Teodoro Ghezzi

di Anonimo

Due pellegrini camminavano insieme da settimane. Giungono un bel giorno davanti ad una croce che separa due sentieri. Vi si avvicinano e leggono queste parole incise sul legno:
Pellegrini in cerca di avventura, ecco due percorsi: uno va a destra, l’altro a sinistra. Ti sconsiglio quello che va a sinistra, perché chi lo imbocca deve essere davvero coraggioso, forte, un uomo tutto d’un pezzo se vorrà poi lasciarlo. Se prendi il sentiero sulla destra, sarai ben presto in pericolo di morte.
I due pellegrini esitano e non sanno cosa fare. Il primo dice al suo compagno: Lasciami andare a sinistra, perché io sono forte e determinato, cammino meglio di te, passerò io per primo. Vedrò di cosa sono capace, e scoprirò se ci sono in me coraggio, resistenza e audacia che meriteranno di essere raccontati quando tornerò.
L’altro gli risponde e dice: È meglio che vada io per primo, penso di potermela cavare meglio di te. Silenzio!… Il primo pellegrino va a sinistra, come aveva detto.
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Ahimè, mille volte ahimè, purtroppo, è stato uno smacco. Sarà ferito mortalmente da un temibile nemico che lo inseguiva e l’arrivo provvidenziale del suo compagno lo salva per miracolo. I due pellegrini si rifugiano in un monastero per farsi curare.
Cosa è successo?
I pellegrini non capiscono cosa è successo loro; erano ben equipaggiati, erano esperti, ed erano forti. Chiedono a un vecchio monaco quale fosse la strada giusta, ed egli spiega loro:
Ci sono due cammini, una a sinistra e l’altro a destra. Quello a destra, che  avvertiva: Presto sarai in pericolo di morte, capite bene che è quello di Gesù Cristo, è la via della pietà, quella che percorrono i veri pellegrini. E la via di sinistra è la via pericolosa percorsa dai peccatori, da coloro che credono di poter fare qualsiasi cosa senza l’aiuto di Dio. Essendo meno sicura dell’altra, l’iscrizione la sconsiglia.
Ma il nemico ti colpisce con un dardo. Sai quale?
Quello dell’orgoglio, della presunzione, della vanità, perché tu pensavi di poter uscire da questa via con le tue forze, senza l’aiuto di Dio.
Il monaco continua la sua spiegazione: in che modo il sentiero di Gesù Cristo, percorso di pietà e di umiltà, ti mette rapidamente in pericolo di morte?
La morte è quella dell’uomo vecchio, di colui che deve morire affinché l’uomo nuovo possa nascere.
Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. (Mt, 16, 24)
Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano! (Mt. 7,13-14)

Vizi e virtù. Tabula Cebetis: de mortis effectibus (1507)

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