San Pedro de Rates, pietra miliare della tradizione jacopea

di Maurizio Minchella

Il pellegrinaggio a Santiago in terra lusitana ha da sempre avuto un grande fascino nel corso dei secoli, certamente per la bellezza dei luoghi, ma sopratutto per le ricche testimonianze di fede alle quali si poteva attingere in quasi tutti i borghi e i villaggi che popolano la via. La via portoghese veniva chiamata il cammino dei santi e dei poeti, per le numerose reliquie custodite nelle chiese, offerte alla venerazione dei pellegrini, e per l’arte trobadorica, che ebbe origine nelle corti e nelle università di quelle terre, nella quale componimenti sacri e profani si alternavano con misurata passione, in sintonia perfetta con l’anima profonda del popolo lusitano.  Continua a leggere

Mostra di Gabriele Reina a Vezelay

Au musée de l’œuvre Viollet-le-Duc jusqu’au 1er septembreGabriele Reina espone cinquantasei stendardi che rappresentano gli stemmi di grandi famiglie di cavalieri. Delle insegne davvero belle sono qui messe in mostra.

Sono passati ormai vent’anni da quando i cammini che portano a Santiago di Compostela, attraversando le terre di Francia, figurano nell’elenco del patrimonio mondiale dell’Unesco. Questo propizio anniversario fornisce l’occasione quest’estate per la fioritura di molti eventi, in particolare ad Asquins e a Vézelay. Continua a leggere

San Telmo. Dall’immensità castigliana a santo patrono dei marinai

Risultati immagini per san telmo fromista  di Jesús María Aínsua 

Nella città di Frómista nasce il nostro San Telmo. Uno dei biografi del santo, Lorenzo Galmés, ci dice quanto segue: Tra le famiglie di illustre prosapia e di antica nobiltà, che nella seconda metà del XII secolo avevano dimora tra le vecchie mura di Frómista, dobbiamo menzionare la casa del Gundisalvi, o detto in volgare, la famiglia dei discendenti di González… Si dice anche che, da parte di madre, discendeva dalla stirpe dei re di Castilla y Leon.
Negli anni in cui nasce il nostro santo, Frómista era una città prospera e aveva diverse chiese e eremi; tra questi spicca quella di San Martín, la prima chiesa documentata nel 1066, ma che, a quanto sembra, non è la più antica del villaggio. Continua a leggere

A Rainha: Santa Isabella pellegrina a Santiago

Risultati immagini per Genealogia dos Reis de Portugal isabeldi Maurizio Minchella

Il cammino portoghese è noto come il cammino dei santi e dei poeti. La lirica galego-portoghese attraverso i suoi poliedrici trovatori ha narrato le storie tra il sacro e il profano dei pellegrini diretti a Santiago,  mentre i pellegrini lusitani andavano a venerare le reliquie dei moltissimi santi disseminate lungo le strade che portavano da Santiago al Minho: da san Vicente a san Gerardo, fino a santa Isabella del Portogallo. Continua a leggere

I miracoli dell’Apostolo: Codex Calixtinus (2,19)

MIRACOLO DI SAN GIACOMO ESPOSTO DA PAPA CALLISTO

STEFANO, VESCOVO GRECO, AL QUALE APPARVE IL SANTO APOSTOLO E GLI RIVELO’ EVENTI FUTURI SCONOSCIUTI.

Risultati immagini per milagros de santiago apostolTutti coloro che vivono a Compostela, sia chierici che laici, sanno che un uomo di nome Stefano, ricolmo di virtù divine, dopo essersi dimesso da vescovo ed aver perso la dignità che tale ruolo gli conferiva per amore di San Giacomo, si mosse dalle lontane terre della Grecia per recarsi presso la tomba dell’apostolo. Rinunciò in questo modo alle seduzioni di questo mondo per poter meglio osservare i precetti divini. Rifiutandosi poi di ritornare in patria, si avvicinò ai guardiani del tempio nel quale è conservato il preziosissimo tesoro, onore della Spagna, ovvero il corpo di San Giacomo, e prostratosi ai loro piedi chiese loro, per il preziosissimo amore per l’Apostolo, per il quale aveva rinunciato ai piaceri di questo mondo e alle delizie terrene, di concedergli all’interno della chiesa un luogo nascosto per potersi dedicare Continua a leggere

I monaci artiglieri di santa Maria de Oya

di Elentir

Chi percorre il cammino portoghese della Costa da Caminha a Moguès si imbatte nell’imponente Monastero di santa Maria de Oya. Di origini incerte, si presume che fu fondato nel XII secolo da monaci benedettini, che confluirono in seguito nell’ordine cistercense; la sua lunga e affascinante storia ha conosciuto leggende miracolose che qui hanno visto la luce nel corso dei secoli, e che hanno contribuito a dar lustro alla sacralità del monastero, abitato da sempre da monaci singolari  per temperamento e sensibilità. A loro si deve tra l’altro, oltre all’introduzione della vite in queste terre, anche l’allevamento dei cavalli che vivevano allo stato brado nelle terre circostanti, dando origine all’antica tradizione gallega della Rapa das bestas, festa nella quale i partecipanti si cimentano nel tagliare le criniere dei cavalli selvatici. Nel monastero era conservata la Virgen del Mar, una statua ritrovata nelle acque circostanti il monastero, raffigurante la Madonna ornata di una collana di conchiglie che tiene legato a sé un cane, legato con una sorta di catena. La confisca di  Mendizábal fece sì che nel XIX secolo la vita di questo cenobio, come quella di tante chiese e monasteri di Spagna, volgesse al suo termine. Ma la sua storia e le sue leggende l’antico monastero le racconta ancora ai pellegrini che passano fiduciosi sotto le sue mura. (M.M.)
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