San Nicola Pellegrino (2 giugno)

 

Oggi Trani celebra la memoria liturgica di San Nicola il ...  di Maurizio Minchella

Le vite dei santi, ed in particolare quelle riccamente costellate da episodi che appaiono umanamente inverosimili, presuppongono una lettura prettamente didascalica, che può essere tradotta in tecnica pittorica e narrativa, come avveniva largamente nel Medioevo (Giotto, Cimabue, Jacopo da Varazze, solo per citarne alcuni). Le agiografie differiscono dalle biografie in quanto  aggiungono alla lettura sub specie temporis quella sub specie aeternitatis, svelando la natura divina che si manifesta in forma visibile nella vita dei santi, e diventano in tal modo dei veri e propri trattati di teologia, nei quali le verità della fede sono immediatamente percepibili, pur se la narrazione è difforme rispetto alla lettura naturale del reale, proprio perché segno della presenza trascendente che trasfigura la forma umana e storica del santo che viene ritratto. Continua a leggere

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Sant’Atto da Pistoia (22 maggio)

di  Giovanni Breschi  

        Adattamento dei primi due capitoli della          Storia di sant’Atto, vescovo di Pistoia (Malachia Toni, Pistoia, 1855)

L’ARRIVO DI S. ATTO IN ITALIA, NEL 1109.

Hospes eram et collegistis me (Mt. 25, 35). Ero pellegrino e mi hai ospitato.                                     

Tutti gli ospiti che giungono in monastero siano ricevuti come Cristo, poiché un giorno egli dirà: Sono stato ospite e mi avete accolto e a tutti si renda il debito onore, ma in modo particolare ai nostri confratelli e ai pellegrini. Regola del Padre san Benedetto professata dalla congregazione di Vallombrosa. Cap. 53.

Valicata la ripida giogaia dell’Appennino che s’interpone tra la valle casentinese e la stretta gola che costeggiando l’Arno conduce a Firenze, un pellegrino giungeva un giorno all’eremo di Vallombrosa1. La veste scura e talare, i capelli recisi a forma di corona, il segno della nostra redenzione pendente dal collo2 ed il breviario stretto sotto il braccio lo fecero riconoscere come sacerdote; i lineamenti pronunciati del volto bruno e consunto, gli occhi neri e vivaci, sebbene dolcemente modesti, facevano escludere che fosse italiano, e molto probabilmente originario delle regioni meridionali dell’Europa, dove i caldi soli e le relazioni frequenti colla razza mora imprimono nella fisionomia del popolo qualche aspetto del tipo africano, come avviene nella penisola iberica; il bordone poi che impugnava colla destra e le conchiglie cucite sul petto attestavano che avesse già visitato la tomba di S. Giacomo a Compostella e le tombe apostoliche di Roma. Continua a leggere

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San Brendano (16 Maggio)

          di Paolo Gulisano                                                      Il numero della rivista letteraria inglese Time and Tide del 3 dicembre 1955 presentava un contributo straordinario: un breve poema di 132 versi il cui autore era John Ronald Tolkien. Da poco si era conclusa la pubblicazione del Signore degli Anelli, uscito – per scelta dell’Editore – in tre parti distinte, e con il Ritorno del Re i lettori inglesi avevano ora in mano l’opus magnum tolkieniano. Era iniziato il cammino di uno straordinario successo per lo scrittore delle Midlands. Continua a leggere

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La morte delle cattedrali

The Archive of Proust's Letters Will Be Made Available for Free Online     di Marcel Proust (Traduzione di Cristina Campo1)            Riproponiamo questo saggio di Marcel Proust, oggi attuale più che mai. 

Questo studio di Marcel Proust apparve nel Figaro del 16 agosto 1904, in occasione della legge di separazione della Chiesa dallo Stato francese2, che prevedeva fra l’altro l’abolizione dei luoghi di culto, l’inventario di tutti i beni della Chiesa di Francia, l’istituzione delle cultuali pena la confisca di quegli stessi beni da parte dello Stato, la polizia dei culti, ecc. Legge che, come è noto, fu occasione di vittoria spirituale da parte dell’episcopato francese, obbediente all’ordine di San Pio X: lasciarsi spogliare serbando, in povertà assoluta, il mandato pastorale. Oggi che senza alcuna pressione da parte  di governi laici si ode parlare negli stessi ambienti ecclesiastici di sacrificio necessario delle cattedrali e del canto gregoriano sembra opportuno rileggere la sottile, sferzante, appassionata perorazione di Proust in difesa dell’immenso tesoro di cui s’è nutrita per secoli – con la fede cristiana – tutta la grande arte di Occidente, e che non è facile comprendere a chi o a che cosa voglia oggi essere immolato [N.d.T.] Continua a leggere

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Una città chiamata Zumaia

                                     di Alberto Solana    Il 31 maggio 2019, Teresa e Antxón, genitori di Bolitx, sono intervenuti alla Giornata Santiagueña Matritense, promossa dalla Confraternita di Santiago di Madrid, per presentare il libro Il grande camminatore, dalla casa alla fine della terra, eredità letteraria di Antxon González Gabarain, detto Bolitx. Antxon e Teresa sono persone amiche e molto dolci, che ci hanno parlato con amore dell’opera di Bolitx, innamorato del Cammino di Santiago al punto che il suo più grande desiderio era quello di compierlo, come accadeva nel Medioevo, partendo da casa sua per arrivare fino a Finisterre. Poco dopo aver realizzato il suo sogno, gli venne diagnosticata la SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), e subito dopo comincerà a scrivere il libro Il Grande Camminatore, un’opera davvero importante, portata mirabilmente a termine grazie alla tecnica digitale che consente di scrivere con gli occhi in quanto la malattia gli aveva paralizzato gli arti.
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Le campane del cammino

Imágenes, gráficos, vectores y vídeos libres de derechos de autor ...A Pasqua le campane si sciolgono a festa. Il loro suono quest’anno ci giunge lontano. Le strade e i cammini sono deserti. Ma da qualche finestra aperta possiamo ancora ascoltare il loro concerto. La tecnologia ci aiuta ad ascoltare virtualmente anche quello delle chiese dei luoghi cari ai pellegrini. Non potendo camminare all’ombra dei campanili, proviamo a fare questo insolito pellegrinaggio insieme ad Arthur Rimbaud:

Ho teso corde da campanile a campanile,

ghirlande da finestra a finestra,

catene d’oro da stella a stella,

e danzo.

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Roma, Santiago e Gerusalemme chiuse. Una Domenica delle Palme di desolazione

Jerusalem's Palm Sunday march scaled back due to coronavirus ...L’ultima chiesa a chiudere è quella del Santo Sepolcro a Gerusalemme, costruita laddove tutto si è compiuto. Al posto di Maria, di Giovanni e delle pie donne accanto al sepolcro sono rimasti oggi solo i frati francescani, il clero ortodosso, melchita e armeno. La Domenica delle Palme, privata del popolo in festa, anticipa l’inizio della Settimana Santa più dolorosa della storia della Chiesa. Continua a leggere

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Il Cammino di Santiago è chiuso. Quaresima o quarantena?

Risultato immagini per cattedrale santiago               di Maurizio Minchella                                                                     A chiudere la cattedrale non c’era riuscito nemmeno Al-Mansor, il leggendario caudillo musulmano che tra il 977 e il 1001 intraprese ben 56 campagne contro i Regni cristiani, tutte vittoriose, stando alle cronache. La più prestigiosa e la più leggendaria di queste fu quella intrapresa nei mesi di luglio ed agosto del 997. Partito da Cordoba, percorse  con le sue truppe quella che verrà poi chiamata la Via de la Plata, fino a giungere in una Santiago di Compostela deserta, i cui abitanti, ieri come oggi, erano preventivamente fuggiti o si erano rintanati nelle loro case. Per i Mori colpire Santiago  equivaleva a colpire al cuore la Spagna cristiana e la Chiesa. Rappresentava l’impresa delle imprese, la più difficile e la più epica in assoluto.
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Il Coronavirus colpirà anche il Cammino di Santiago?

di Anton Pombo  

Agli storici non piace cimentarsi in esercizi di fantascienza, in particolar modo quando dal mondo scientifico giungono scarse informazioni, data la novità di questa patologia proveniente dalla Cina, tali da non consentire grandi congetture. Pertanto, una risposta rigorosa alla domanda posta nel titolo al momento non è possibile, ma possiamo parlare dei danni collaterali già in atto provocati dal virus, e della necessità della prevenzione, che al momento non è stata ancora messa in atto sul Cammino. Continua a leggere

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Il mercante di grano

Arrivo dei pellegrini a Jaffa, 1880

          di Matilde Serao*

L’Achille, grande battello del Lloyd austriaco aveva lasciato l’infido porto di Jaffa a mezzodì: doveva toccare Caipha1, verso le sette di sera. Carico di passeggieri imbarcati ad Alessandria d’Egitto, a Fort Said, a Jaffa istessa, l’Achille compiva il suo viaggio sulle coste di Egitto, di Sorìa2, di Karamania3, sino a Costantinopoli, prendendo e lasciando gente, caricando e scaricando merci, con un brusio di voci, un fragore di catene, un chiasso di uomini e di cose che si Continua a leggere

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